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In quelle sconfinate barzellette del Palio di una volta

L'infortunio ad Egli, le invasioni di pista di luglio e agosto, l'atteggiamento di Renatino, ed altre amenità "concettuali" hanno riempito e continuano a farlo le pagine di facebocche con una serie interminabile di vere e proprie barzellette.

Nel raccoglierle ci troviamo di fronte alla possibilità della scrittura di un vero e proprio libro, che rimarrà tra i lavori seppelliti nei nostri archivi.

La possibilità di spippolare sulla tastiera da parte dei frequentatori dei bar, con la consapevolezza che tutti possano intervenire al riguardo, non potrà mai essere fermata per la semplice ragione che non si può tornare indietro in una società proiettata al futuro.

Di conseguenza tutti hanno il giusto diritto di esprimere la loro opinione e, conseguentemente, il rispetto deve essere assicurato, animalai compresi.

Il problema di base, comunque, in questa globalizzazione del parlare paliesco riguarda il richiamo ad "un Palio che fu" e che nessuno proprio ha mai visto in azione. Anche i filmati degli anni '60 e '70 possono offrire solo un aspetto folkloristico e non certo reale.

Tra le sconfinate barzellette che si sono inserite grazie all'uso della tastiera, fa veramente sbellicare dalle risate il richiamo costante alle "regole del gioco" da parte di completi analfabeti da tastiera che, non solo non hanno la minima idea di cosa significhi leggere le "regole del gioco", ma sprofondano nel ridicolo nel momento in cui suggeriscono, anche, soluzioni alternative.

Non è giusto proseguire annoiando i nostri tre.

2 settembre 2026