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Ritorna Ernesto Baggiani all'attacco della Nippa

La Redazione di Sunto vuole che la Nippa lasci la delega a favore di Michele Capitani. Lei che è stato Segretario Generale del Comune cosa ne pensa?

Illustre Direttore, non ha nulla di meglio da fare che disturbarmi con tali facezie? Cosa vuole che interessi a un comune mortale della delega!!! Vista la sua improvvida insistenza, Le dirò che, nel caso di specie, nessuna delega è ammessa. Il Sindaco è, per storia e Regolamento, Colei che dirige la festa; al netto della mossa.

Il Ministero della Salute attende la Nippa per studiare l’eliminazione della “tolleranza zero”. Cosa dovrebbe fare la Nippa in merito?

Dare conto delle oggettive diversità. Il Palio non è una corsa, piuttosto è una Manifestazione che si snoda (nuvoletta permettendo), in quattro giorni; incomparabile con qualsivoglia scimmiottamento. Allora, garantire il benessere equino merita apposita considerazione e conseguente disciplina.

19 cavalli sono tornati nelle stalle. Cosa ne pensa?

Illustre Direttore, valgano i numeri. Dal 2001, le tragedie si sono rarefatte, si è innovato senza tradire il passato, nel contempo si è costruito intorno al Palio ciò che oggi difetta: un consenso alto e diffuso capace di rappresentarne la sublime diversità manifesta.

Egli potrebbe essere sanzionato con 4 o 5 palii?

Non mi occupo di contabilità spicciola. Resta fermo che il sig. Atzeni ha violato (luglio e agosto) quanto disposto dall’art.65 del Regolamento, avendo provocato il “puntuale” abbassamento del canape ben prima che l’incollatura del cavallo della Contrada di rincorsa fosse  all'altezza del Verrocchino. Pertanto, risulta evidente la violazione dell’ultimo comma della “norma interpretativa” dell’art.65: I Fantini che non osservano le suddette disposizioni saranno passibili delle punizioni previste dagli artt. 64 e 99 del Regolamento per il Palio. Si aggiungano, per il Palio di Agosto le singolari gite presso il cavallo toccato in sorte alla Lupa. Rispetto a quest’ultimo comportamento, ben potrebbe sostenersi che sia stato dettato dall’amore che Egli nutre per il proprio equide, tanto da volerne verificare, ripetutamente, le condizioni di salute.  Riguardo all’operato del Mossiere, mi consenta una divagazione. Ho letto molteplici riflessioni sul punto. Taluno, ben immortalato nell’inane tentativo di precedere il cavallo  della propria Contrada al bandierino, ha aulicamente richiamato lo spirito ribaldo che anima il Palio; incoercibile, talché tentare di sanarlo risulterebbe impossibile siccome raddrizzare le gambe posteriori di un canide. Tal'altro, ben più addentro alle questioni, per averle personalmente dirette, ci ha ricordato, con malcelata ironia, che non c’è più il Palio di una volta e non ci sono più le mezze stagioni. Comprendo il rodere profondo del tarlo che, scavando l’animo nobile di entrambi, li porta a chiedersi: “la nostra, fu vera gloria? “ Dinanzi al dubbio, insistente e corrosivo, la migliore panacea è sostenere che così si è sempre fatto. L’argomentare è imbelle per due ragioni. Si rammenti la mossa del 2 luglio 2022. Torni alla memoria chi salì sul Verrocchio il 16 agosto delle stesso anno, mondando le ragioni ufficiali che giustificarono l’avvicendamento. Si leggano, con la dovuta attenzione, gli articoli 31 e 65 del Regolamento. Il Mossiere è il solo giudice - inappellabile - della Mossa. Ogni vittoria è pertanto legittima: il tarlo è messo a tacere, per sempre. L’art.35 dispone che l’Amministrazione ha il potere (e il dovere) di non accogliere la proposta avanzata dai Capitani procedendo d’ufficio alla nomina del Mossiere. Allora, non c’è da raddrizzare alcunché e men che mai rimpiangere un eldorado mai esistito, piuttosto occorre applicare le regole: 1. Punire chi forza la mossa prima che la rincorsa abbia dato mostra di sé al Verrocchino; 2. Non dar corso ad una nomina in ragione di un reiterato operare che si è posto in verticale contrasto con il Regolamento. Così, semplicemente.

Senza Egli ci saranno zampe ciondoloni a S. Martino?

Caro Direttore, certo che no! Salvo che la Sorte decida diversamente, siccome occorse il 16 agosto 2023 con Abbasantesa montata dal suo proprietario Giovanni Atzeni.

Quante Contrade rischiano la squalifica nel 2026?

Troppe per elencarle. Certamente le Consorelle vincitrici, in ragione di due invasioni di pista che solo in ragione della buona Sorte non si sono risolte in drammi esiziali per la Festa, meritano esemplare sanzione, siccome coloro che, sprezzanti del pensare, hanno messo a rischio il Palio, oltre che la loro e l’altrui vita.

Solo la squalifica può essere il fattore che evita l’ingresso sul tufo anticipato?

Salvo l’utilizzo di reti, altro l’Amministrazione non può fare. Invero, occorre prevenire. Non serve un oracolo per comprendere quando farlo. Indispensabile  dissuadere, rammentando, con il dovuto vigore, quanto previsto dal Regolamento e dalle Ordinanze.

La Nippa è nelle condizioni di saper gestire la giustizia paliesca?

Nessuno è capace o incapace di per sé; conta ascoltare, riflettere e decidere, senza tener conto degli scontenti.

La conferma per il 2027 della Commissione veterinaria può essere un segnale per evitare la “tolleranza zero”?

Certamente si.

Perché la Nippa ha tremenda paura delle sputtanate?

Non ne ho idea. Indifferente al consenso effimero, agisca per il bene della Festa, dandone conto esplicito, altro non si chiede.

28 agosto 2026