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Per i provvedimenti disciplinari occorre capire il Palio; solo Piccini e il sor Demossi lo sapevano fare La giustizia paliesca del 2026 rappresenterà per la Nippa lo sprofondamento perpetuo nel pantano che non è mai riuscita ad evitare. Mettere a capo dell'ufficietto un Rosadè dell'ultimo istante, è prova irreversibile dell'assoluta impreparazione paliesca della Nippa. Una quattrogiornista in piena regola che ha ricoperto gli incarichi di onorandina, onorandona e presidentina del Citipi; come a voler ricercare la formula perfetta dell'esibizionismo da megalomane. Adesso la Nippa fa molto male il Sindaco della città e le sue evidenti lacune di approccio vanno a controbilanciare l'assoluta mancanza di conoscenza delle regole del gioco. Per stabilire le sanzioni disciplinari del 2026 occorre innanzitutto capire il Palio; la Nippa questo "oggetto misterioso" proprio non lo capisce, né lo comprende. Nei suoi sei Palii precedenti ha studiato formule irrazionali, che si sono poste a contrasto tra di loro a tal punto che è praticamente impossibile seguirne una linea precisa e delineata. In un Palio la pensa in un modo; nell'altro in maniera opposta. Come si fa a comprenderne motivi e direzioni? Sanzionare non è facile, ma allorché si inizia (2023) con il piede del clientelismo puro, si termina nella confusione totale e nel becerume. Inutile emettere ordinanze; inutile sfarfallare ai microfoni parole confusionarie e senza avere la minima idea di cosa possano produrre. Questo 2026 è l'anno di affossamento perpetuo della credibilità della Nippa, poiché le decisioni sanzionatorie che assumerà non sono corredate da motivazioni che facciano capire e comprendere il perché di una deplorazione, di un'ammonizione o di una squalifica. Lo zio di Rosadè, investito della problematica disciplinare da parte dello stesso, potrà mai comprendere quelle sue ridicolissime affermazioni contenute nell'ordinanza dell'AD n. 22 dell'8.11.2024? E la Nippa, prima dell'inizio sanzionatorio 2026, riuscirà mai a capire che occorre capire il Palio, saper leggere le immagini, essere in grado di trascrivere su carta l'irregolarità commessa e rapportarla con il recente passato? Parzialmente, più che parzialmente, ci sono riusciti prima Piccini e poi il sor Demossi; chissà se lo zio di Rosadè avrà fatto qualche passettino in avanti. 24 agosto 2026 |
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