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Il cerchio di Egli Esiste nel Palio un solo cerchio molto meno tortuoso di quei nove inventati dal guelfaccio Dante. Nel cerchio disegnato con cura da Egli, ispirandosi alle cene di Capitanbruschelli, chi vi entra, e gode dei benefici ricevuti, non può uscire solo perché ha ricevuto per sorte un cavallo big; chi esce volontariamente, secondo la filosofia tedesca, non può più rientravi. Il Palio nel cerchio di Egli, da decenni lo fa l'Onda, e non l'Oca. Quell'Onda che, nel segno della continuità, ha posizionato nella dirigenza Palio i figli di Toscano, Coppini e, non ultimo, Castagnini ... per rimanere al centro di Egli i babbi insegnano ai figli. Al centro del cerchio c'è l'Onda, subito dopo l'Oca. La sfortuna, anche per Egli, ha voluto che i due cavalli big Benitos e Anda con Bola finissero nel centro del cerchio. Le dirigenze hanno ben compreso che l'euforia iniziale avrebbe lasciato il campo ai mugugni, protrattisi fino allo scoppi del mortaretto e anche dopo mentre la comparsa dell'Aquila saliva il Casato e Carletto aveva in mano il cartello "fine della corsa". Alla prima uscita dai canapi Egli non si è avvicinato a Carletto; non ce ne era proprio bisogno dopo la coordinazione sarda che dura da decenni. Forse saranno necessarie ulteriori spiegazioni di come, fare il gioco, si deve saper giocare per esultare dopo. Nel cerchio le altre tre Contrade di Provenzano si sono comportate correttamente con le disposizioni di Egli, Drago, Giraffa e Leocorno hanno saputo svolgere il loro con diligenza. Adesso toccherà all'Aquila che ha vinto e come ha fatto per decenni in passato; poi il Nicchio in primis affiancato da Selva e Istrice. Se arriva la ghiandina di Diodoro le dirigenze seguiranno i passi (e le conseguenti interviste) dell'Aquila. Nel cerchio di Egli cerca di metterci la zampina (anche se non ce le ha) la Chiocciola, sfruttando i terribili rapporti tra Tartuca ed Egli. All'osservatore esterno sembra che la Chiocciola debba fare ancora tanta ma tanta anticamera. Chi non è dentro il cerchio di Egli vince poco, ma, soprattutto, si trova in confusione totale perché non sembra avere una linea comune ed un obiettivo unico. L'esempio è del Bruco che entra ed esce dal cerchio. Alla mossa di Provenznao si è assistito al braccio "penzoloni" del Murtas su Dinopes per fargli capire da quale parte stare. Si è visto anche Andrea Sanna tirare calci ad Entu de Pedra Ulpu (e speriamo che nessuno abbia fatto foto o filmati, altrimenti si entra nel penale) ed usare tra i canapi il nerbo contro Enrichetto; il posto ad agosto è assicurato. Un posticino ben attrezzato nel cerchio di Egli spetta anche a Renatino, molto attento ad inventarsi con la voce il richiamo a Carlo Sanna: "rincorsa, rincorsa, rincorsa" come a dire: "Egli vuole partire". La lucidità di Renatino, verso i comandi di Egli che chiama Carletto, sono un valore in più per il potere. Egli ringrazia. Tutto così, semplicemente. 5 luglio 2026
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