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Quando si sta dentro un cerchio si deve anche capire Il cerchio è il simbolo perfetto della geometria; quando Hopkins (lo Zorro 1) insegna a Banderas (Zorro 2) come si fa non oltrepassarne i confini, fa comprendere agevolmente come si deve combattere il nemico. Ebbene il cerchio di Zorro è il cerchio di Egli; si sta dentro i confini senza oltrepassarne il segno ... per vincere in Piazza del Campo. E così la storia si ripete. Quando l'Oca spediva a destra e a sinistra Aceto per non far vincere la Torre, adesso è Egli che manda a destra e sinistra i fantini perché a vincere deve essere lui. I vantaggi ci sono sempre per tutti coloro che si "adeguono" a restare dentro il cerchio e chi vuole uscire ... alla fine dove vuole andare? Il ruzzolio delle ghiandine questa volta è stato terribile, con i tre attesi che si sono spalmati nelle tre Contrade direttamente coinvolte dalle strategie di Egli. Le accoppiate naturali erano alla vigilia quella di Egli su Diodoro, Carlo Sanna su Anda e Bola e Murtas su Benitos. Mancavano solo le Contrade per aggiornare il cerchio. Così è stato. Allora, c'è da chiedersi dove sia lo scandalo e perché si voglia criticare il sistema, che poi è solo il cerchio di Egli. Troppo comodo esultare per il successo di Egli e poi brontolare. Viene sempre in mente il magico detto di Bernardino Radicchi: «la vittoria porta 16 Contrade e mezzo a ripurgarsi». Le regole del cerchio sono le stesse. 2 luglio 2026 |
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