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Un altro schiaffo della Nippa alla storia del Palio Prendiamo oggi in esame l'articolo 21 la cui semplicità non è certo piaciuta alla Nippa, che ha voluto suonare un altro ceffone alla storia del Palio. L'articolo 21 attualmente recita così: «(comma 1) Aperta l'adunanza, datone annuncio al pubblico con gli squilli dei trombetti di Palazzo e verificata la legittima rappresentanza delle Contrade intervenute, il Presidente da comunicazione e fa prendere atto delle esclusioni per punizioni tuttora in corso e delle eventuali rinunce a partecipare alla corsa o all'esperimento della sorte, che siano tempestivamente pervenute. Colloca poi in apposita urna i nomi di tutte le Contrade ad eccezione di quelle rinunciatarie - scritti in tessere che egli chiude in altrettante custodie identiche tra loro - e quindi ne estrae tante quante debbono essere le Contrade da sorteggiarsi per completare il numero di dieci. (comma 2) I Capitani delle Contrade estratte si recano al banco della presidenza per cooperare all'effettuazione del sorteggio. (comma 3) Il Presidente sostituisce di diritto i rappresentanti delle Contrade che siano assenti, salvo che essi non intervengano, in corso di seduta, in tempo utile per esercitare le loro funzioni». Quel fenomeno della Nippa, per passare alla storia, ha imbrodolato l'articolo cancellando il comma 2. Secondo la Nippa l'articolo 21 reciterà così (evidenziate le nuove parti): «(comma 1) Aperta l'adunanza, datone annuncio al pubblico con gli squilli dei trombetti di Palazzo e verificata la legittima rappresentanza delle Contrade intervenute, il Presidente dà comunicazione e fa prendere atto delle esclusioni per punizioni in corso e delle eventuali rinunce a partecipare alla corsa o al sorteggio che siano tempestivamente pervenute. Colloca poi in una prima urna i nomi di tutte le Contrade - ad eccezione di quelle rinunciatarie - scritti in tessere che chiude in altrettante custodie identiche tra loro dopo averne mostrato il contenuto, e quindi ne estrae tante quante devono essere le Contrade da sorteggiarsi per completare il numero di dieci. (comma 2) Il Presidente sostituisce di diritto i rappresentanti delle Contrade che siano assenti, salvo che essi non intervengano, in corso di seduta, in tempo utile per esercitare le loro funzioni». Ci troviamo proprio di fronte ad una maestrina che non ha alcuna capacità di conoscenza storica delle regole del gioco. Dunque la Nippa ha abolito, senza alcuna spiegazione o giustificazione di contrasto normativo, il comma 2 dell'articolo che recita, come visto, così: «I Capitani delle Contrade estratte si recano al banco della presidenza per cooperare all'effettuazione del sorteggio». Va fatto presente che il comma è nato nel 1949 e nessuno ha mai pensato di toglierlo nel mezzo. Eppure il comma è passato sotto una moltitudine di Sindaci del calibro di Barzanti, Barni, Mazzoni della Stella, Piccini, De Mossi; a nessuno è mai venuto in mente la sua cancellazione. Chissà cosa abbia illuminato la Nippa nel volerlo abolire visto che, materialmente, i Capitani estraenti "si recano al banco della presidenza per cooperare" all'estrazione effettiva. Cosa avrà dato noia alla Nippa con questa cooperazione, visto che, nella pratica del 2027, i Capitanti estraenti si recheranno ugualmente "al banco della presidenza per cooperare"? Risposta impossibile, visto che si tratta di una modifica senza capo né coda. E vediamo adesso ai formidabili ritocchi della Nippa sul comma 1. Veramente mostruosa è la modifica che, da "all'esperimento della sorte", passa a "sorteggio"; qui si nota tutta la profondità della conoscenza della lingua italica. Per i gazzillori, fino al 2026, l'esperimento della sorte era comunemente detto sorteggio e l'intervento, autorevole, deciso e duro della Nippa, ci appare chiaro, cristallino e senza confusioni linguistiche. Cosa volete che potesse avvenire dall'esperimento della sorte? mica un sorteggio, forse un abbinamento? oppure un'estrazione a sorte o un metodo intelligente per una scelta fondata sulla sorte? Chissà. Ben più interessante quella cancellazione "in apposita urna" con "in una prima urna". Ora è stra-noto che per l'estrazione (sorteggio) esistono sul tavolo della presidenza due urne. In una vengono inserite le 17 tessere, se tutte "aderiscono" alla corsa; nell'altra le Contrade in attesa senza quelle (tra le dieci) squalificate. La Nippa al suo debutto con l'estrazione, sotto la guida sublime di delcollo, deve essere rimasta frastornata a tal punto da non comprendere in che caos fosse scivolata. Allora la Nippa ha profondamente pensato che chiamare "prima urna" avrebbe significato un metodo ben distintivo per i quattrogiornisti, che non avrebbero avuto modo di ingarbugliarsi come lei. E a conferma della profonda confusione della Nippa con un meccanismo così delicato, pur avendovi partecipato una volta, ha anche pensato che si doveva provvedere ad un passaggio troppo vitale per la correttezza dell'estrazione (sorteggio). Ecco così il colpo massimo dell'ingegno: prima di chiudere le tessere nelle ghiandine cosa deve fare il Presidente? mostra ai presenti il contenuto: "Dopo averne mostrato il contenuto" dice la Nippa. E prima cosa accadeva? tutto di nascosto? quasi in silenzio massonico? Ma ci si rende conto del livello di queste inutili e dannose modifiche che la Nippa applicherà solo nel 2027, perché scompariranno tutte alla vigilia di Provenzano 2028? La Nippa ha completamente sbagliato traiettorie nel cercare affannosamente di risalire il precipizio in cui è volontariamente caduta. Il Palio non ha certo bisogno di rincorrere le maestrine, pericolosissime se si mettono in testo di seguire il detto "Questo l'ho fatto proprio io". Ai Consiglieri comunali l'obbligo di far tornare le modifiche alla Commissione per ripensarci su. 18 giugno 2026 |
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