SUNTO

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No, no, cara Nippa; così non si fa!

E' stato consegnato ai componenti la Commissione di revisione l'ultimissima versione della Nippa sul "suo" Regolamento e, rispetto alla precedente, ci sono moltissime novità che nei prossimi giorni andremo a segnalare, criticare e commentare.

Balza subito agli occhietti della nostra Redazione il fatto che la Nippa, purtroppo, legge le pagine di Sunto e non è certo un vanto per chi scrive.

Andiamo con ordine. Prima del caos organizzativo relativo all'ordinanza n. 6 di febbraio, avevamo iniziato (e continueremo) a commentare, e soprattutto criticare, le varie modifiche apportate nel Regolamento della Nippa, decisamente diverso e contrastante con il vero Regolamento per il Palio. In uno di questi articoli, quello del 18 maggio, facevamo conoscere ai nostri tre lettori, come in altre e numerose occasioni, che il Bando, che delimitava la presenza al canape di sole 10 Contrade, era quello del 7 maggio 1721 e senza il "contorno" dello stile senese.

Nella penultima stesura del "suo" Regolamento, come visto, la Nippa modifica così l'articolo 4: «Ad ogni Palio partecipano dieci delle diciassette Contrade. Per la loro determinazione di Palii ordinari si segue la regola stabilita dal Bando del Magistrato di Biccherna del dì 21 gennaio 1721 (1720 dello stile ab incarnatione Domini)».

Nell'ultima e recente modifica, senza discuterne con nessuno dei nove componenti, la Nippa ha modificato così il comma dell'art. 4: «Ad ogni Palio partecipano dieci delle diciassette Contrade, come già stabilito dal Bando di Biccherna del 7 maggio  1721 (1720 dello stile ab incarnatione Domini)»; 7 maggio 1721 finalmente e come abbiamo sempre sostenuto dal 1976!

Però ... no, cara Nippa, così non si fa: non si copia Sunto. E' ammesso ignorare Sunto, ma certamente non copiarlo e Palazzo non ha alcuna autorizzazione legale di copiarci e di seguirci nel quotidiano.

Comunque, non certo per fare polemica, è da sottolineare che, quando copia, la Nippa non lo sa fare e sbaglia ancora. Infatti non può esistere, nel richiamare l'anno 1721, nessun stile "ab incarnatione Domine" per il semplice motivo che il 25 marzo precede e non segue il 7 maggio.

Secondo poi il Bando del 7 maggio 1721, sono stabilite altre "chicche" che sono ben illustrate in un nostro precedente lavoro inedito ed esclusivo, cioè elaborato senza scopiazzamenti.

Se invece di scopiazzarci la Nippa alzasse il telefono ... non sarebbe meglio?

30 maggio 2026