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La Nippa deve parlare con Renatino, ma non per la mossa

Un tavolo da apparecchiare nel più breve tempo possibile, dopo che la Nippa avrà finito inutili tour turistici andando a gironzolare tra Siviglia ed Avignone alla ricerca delle farfalle.

Un tavolo, o tavolata, a cui far sedere i tre veterinari di Palazzo, magari anche lo stesso Incastrone, oltre a Rizzi, veterinario del Masaf, e come auditore quel Renatino che con il Masaf, ed in particolare con Di Corinto, sa dialogare con apprezzata professionalità.

Da questa tavolata, la Nippa deve innanzitutto comprendere cosa ci attende dietro l'angolo; poi saper trarre le dovute indicazioni dalla "chiacchierata" che ieri, davanti a Di Corinto, Ceccotti, Rosadè Intorre (Pisa) e Minniti hanno annotato per eventuali ritocchi sulla configurazione di Piazza e sugli inevitabili ritocchi all'uso dei farmaci; infine rendersi conto che la collezione delle farfalle è finita da tempo.

Una Nippa che sappia tirar fuori gli artigli, perché, a Siena, solo Siena può indicare le formule per inquadrare il Palio nell'attuale società delle leggine, dei regolamenti, delle direttive. Questa visione della Nippa rappresenterebbe il colpo decisivo alle pressioni esterne, ma dubitiamo fortemente che la Nippa sappia cambiare vestito.

C'è poi da capire se la stessa Nippa, avvalendosi dell'unico avvocato in grado di far trionfare Siena, abbia intenzione di far saltare tutto il teatrino messo in piedi dai romani.

Il Palio non è uno sport, ma per sancire questa verità assoluta occorre che la Nippa dia mandato all'avvocato imbattuto di proporre la questione alla Corte Costituzionale.

Domandina ingenua: ma veramente la redazione di Sunto ritiene che la Nippa sia all'altezza di svolgere il ruolo istituzionale?

20 novembre 2025