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A Siena le regole ce le facciamo da soli e nessuna intromissione dall'esterno Siena non hacerto necessità di sentirsi dettare regole dall'esterno, specialmente sulla salvaguardia del cavallo. Basterebbe tornare alla sentenza del tribunale civile di Siena del 1849 per sbattere sul muso di animali e dei nemici di Siena cosa ha fatto Siena per tutelare il benessere dei cavalli, ben 50 anni prima che in Inghilterra si parlasse di doping. Vero è che certi meccanismi, come lo è ad esempio il Fallimentone, hanno natura di filtro da parte di esami e relazioni del Tribunale di Siena; ma è altrettanto vero che Siena ha saputo da sola plasmare il suo "gioco" con regole precise e adatte a rendere il Palio unico nel suo genere, perché unico ad essere concepito da un ente locale: il Comune di Siena. Non esiste nel mondo una manifestazione che tragga origine nei secoli da uno speciale rapporto tra il primo ente territoriale (il Comune) e 17 "gemelle" che del gioco ne sono le uniche protagoniste con l'obbedienza secolare delle norme e di come si salvaguardia il cavallo- Di conseguenza, a tutti questi aspiranti e concreti nemici di Siena, che si esaltano nella lettura di norme statali, diamo un semplice consiglio: istruitevi prima di blaterare; Siena non ha bisogno di consigli perché da sola sa dove, come e perché posizionare i suoi secolari piedi. 17 novembre 2025 |
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