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Erbaggi fa il permaloso e chiude definitivamente Ci sono situazioni, come il rapporto interpersonale con alcuni amici veri, che richiedono lo stacco definitivo di questo capitolo-interviste con Erbaggi e la sua famiglia. E' difficile proseguire a tenere nascosto il nome di chi si cela dietro questi nomignoli alla Sunto e c'è anche il caso che qualcosa, continuando nel quotidiano a disegnare le monte di Provenzano, alla fine scappi dal controllo; non è proprio il risultato a cui ci troveremo costretti nel dover render di conto. Motivo per cui questa è l'ultima apparizione di Erbaggi con le sue caselline colorate e con le ultime confessioni strategiche. Anche perché il gioco sta diventando veramente pesante se si considera che lo stesso Erbaggi ha chiesto la consultazione delle interviste rilasciate, ma anche cercate, dall'Atzeni all'indomani del primo accordo tra Bruco e Andrea Mari. Il rischio di creare situazioni, non proprio gestibili nei riflessi esterni, è un ulteriore motivo di mettere alla porta proprio Erbaggi. Dunque, a 23 giorni dalla tratta (se non piove), riprendiamo il discorso con Erbaggi dal momento del suo ultimo intervento, cioè da quando domenica 29 le finestre delle trifore erano ancora chiuse ermeticamente. Al 29 maggio, appena conclusa e corretta l'esposizione delle bandiere, le caselline colorate di Erbaggi erano queste:
Prima di leggere il nuovo specchietto di Erbaggi, sono opportune alcune indicazioni fornite dallo stesso. Innanzi tutto il parco cavalli che, se non interverrà il sor Demossi con gli annusatori, i fantini non vogliono assolutamente di qualità. Per questo il "pacchetto Gubbio", confezionato come vedremo dall'esagono del secondo piano, comprende il pernottamento in casa propria di equide e fantino. L'esagono del secondo piano (al pentagono comprendente dal 2021 Bruco, Nicchio, Onda, Tartuca e Istrice si è aggiunta l'Aquila) ha un duplice obiettivo: gettare le basi perché le rispettive rivali si adeguino alla filosofia di "quel che resta". E' così che il Bartoletti può essere sospinto verso il Bruco, con lo spostamento dell'Atzeni nel Drago; in alternativa il cambio numerico, o l'inversione dei giubbetti, farebbe restare inalterato il prodotto finale. Lo Zeddino può costituire per l'esagono un vero problema di "strategie all'insegna della pazzia" per cui, se il piano dovesse andare in porto, il "permesso" da concedere verrebbe ancorato a precise disposizioni: presenza sì, ma vittoria no. Il Pusceddu lascia la Lupa, poiché è impossibile pensarlo nel fantino "che disturba" gli amici e l'Atzeni è costretto ad alternarsi tra le due verdi per non mandare in "casa riposo" Carlo Sanna. Non ci saranno debuttanti, ma il ritorno dei pensionati; questi ultimi sanno perfettamente cosa fare tra i canapi e costituiscono una garanzia sia per un certo equilibrio di cavalli ... docili, sia per i fantini ai vertici. Prima di addentrarci allo schema delle caselline di Erbaggi, ecco la nuova disposizione dei colori, con l'aggiunta del verde: monta certa a 23 giorni dalla tratta:
Ed ecco l'ultimo appuntamento di Erbaggi per l'intera stagione:
Ne mancherebbe uno; Federico Arri sotto il motto correre sì, vincere no? 6 giugno 2022
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